Tutti hanno un paio di ali ma solo chi sogna impara a volare.

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My Spirit of Fairy


Carezze di fiati sulle guance, petali di rosa sulle mie labbra...
Carezze di fiati sulle guance, petali di rosa sulle mie labbra...
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sabato 16 maggio 2009

Le Fate e la luna piena:


Leggenda indiana di Luna piena e fatine:


In una calda notte di luglio di tanto tempo fa un lupo, seduto sulla cima di un monte, ululava a più non posso.

In cielo splendeva una sottile falce di luna che ogni tanto giocava a nascondersi dietro soffici trine di nuvole, o danzava tra esse, armoniosa e lieve.

Gli ululati del lupo erano lunghi, ripetuti, disperati. In breve arrivarono fino all’argentea regina della notte che, alquanto infastidita da tutto quel baccano, gli chiese:

- Cos’hai da urlare tanto? Perché non la smetti almeno per un po’?-
- Ho perso uno dei miei figli, il lupacchiotto più piccolo della mia cucciolata. Sono disperato… aiutami! - rispose il lupo.

La luna, allora, cominciò lentamente a gonfiarsi. E si gonfio, si gonfiò, si gonfiò, fino a diventare una grossa, luminosissima palla.

- Guarda se riesci ora a ritrovare il tuo lupacchiotto - disse, dolcemente partecipe, al lupo in pena.

Il piccolo fu trovato, tremante di freddo e di paura, sull’orlo di un precipizio. Con un gran balzo il padre afferrò il figlio, lo strinse forte forte a sé e, felice ed emozionato, ma non senza aver mille e mille volte ringraziato la luna. Poi sparì tra il folto della vegetazione.

Per premiare la bontà della luna, le fate dei boschi le fecero un bellissimo regalo: ogni trenta giorni può ridiventare tonda, grossa, luminosa, e i cuccioli del mondo intero, alzando nella notte gli occhi al cielo, possono ammirarla in tutto il suo splendore.

I lupi lo sanno… E ululano festosi alla luna piena.

venerdì 27 febbraio 2009

RIMORSO POSTUMO

Quando tu dormirai, mia bella tenebrosa, al fondo d'un sepolcro in marmo nero e non avrai più per alcova e castello che una tomba stillante e una cava fossa;

quando la pietra, opprimendo il tuo petto impaurito e i tuoi fianchi che ammorbidisce una dolce pigrizia, impedirà al tuo cuore di battere e di volere, e ai tuoi piedi di correre l'avventura,

la tomba, confidente del mio sogno infinito (perchè essa comprenderà sempre il poeta), durante quelle lunghe notti insonni,

ti dirà: "Che ti serve, cortigiana malriuscita, di non aver conosciuto quello che i morti piangono?". - E il verme roderà la tua pelle come un rimorso.

martedì 25 novembre 2008

Pablo Neruda

E' proibito piangere senza comprendere
alzarsi un giorno senza sapere cosa fare
aver paura dei propri ricordi.
E' proibito non sorridere ai problemi
non lottare per ciò che credi
abbandonare tutto per paura
non trasformare in realtà i tuoi sogni.

E' proibito non dimostrare il tuo amore
permettere che qualcuno paghi per il tuo malumore
E' proibito lasciare i tuoi amici
non tentare di comprendere ciò che si ha vissuto assieme
chiamarli solo nel momento del bisogno.

E' proibito non essere te stesso davanti alla gente
fingere davanti alle persone di cui non ti importa
essere gentili solo perchè gli altri si ricordino di te
dimenticarti della gente che ti vuole bene.

E' proibito sentir la mancanza di qualcuno senza allegria,
dimenticare i suoi occhi, il suo sorriso, tutto
solo perchè i vostri cammini si sono lasciati
dimenticare il passato e pagarlo con il presente.
E' proibito non tentare di comprendere le persone
pensare che la loro vita valga più della tua
non sapere che ognuno ha il suo cammino.

E' proibito non creare la tua storia
smettere di ringraziare Dio per la tua vita
non comprendere ciò che la vita ti dà
pure se lo prende.
E' proibito non cercare la tua felicità
non vivere la tua vita con attitudine positiva
non comprendere che possiamo essere migliori
non sentire che senza di te questo mondo non sarebbe uguale

sabato 22 novembre 2008

Kalhil Gibran - Sull'amore


Allora Almitra disse: parlaci dell'Amore.
E lui sollevò la stessa e scrutò il popolo e su di esso calò una grande quiete. E con voce ferma disse:
Quando l' amore vi chiama, seguitelo.
Anche se le sue vie sono dure e scoscese.
e quando le sue ali vi avvolgeranno, affidatevi a lui.
Anche se la sua lama, nascosta tra le piume vi può ferire.
E quando vi parla, abbiate fede in lui,
Anche se la sua voce può distruggere i vostri sogni come il vento del nord devasta il giardino.

Poiché l'amore come vi incorona così vi crocefigge. E come vi fa fiorire così vi reciderà.
Come sale alla vostra sommità e accarezza i più teneri rami che fremono al sole,
Così scenderà alle vostre radici e le scuoterà fin dove si avvinghiano alla terra.
Come covoni di grano vi accoglie in sé.
Vi batte finché non sarete spogli.
Vi staccia per liberarvi dai gusci.
Vi macina per farvi neve.
Vi lavora come pasta fin quando non siate cedevoli.
E vi affida alla sua sacra fiamma perché siate il pane sacro della mensa di Dio.

Tutto questo compie in voi l'amore, affinché possiate conoscere i segreti del vostro cuore e in questa conoscenza farvi frammento del cuore della vita.
Ma se per paura cercherete nell'amore unicamente la pace e il piacere,
Allora meglio sarà per voi coprire la vostra nudità e uscire dall'aia dell'amore,
Nel mondo senza stagioni, dove riderete ma non tutto il vostro riso e piangerete, ma non tutte le vostre lacrime.

L'amore non da nulla fuorché sé stesso e non attinge che da se stesso.
L'amore non possiede né vorrebbe essere posseduto;
Poiché l'amore basta all'amore.

E non crediate di guidare l'amore, perché se vi ritiene degni è lui che vi guida.

L'amore non vuole che compiersi.
Ma se amate e se è inevitabile che abbiate desideri, i vostri desideri hanno da essere questi:
Dissolversi e imitare lo scorrere del ruscello che canta la sua melodia nella notte.
Conoscere la pena di troppa tenerezza.
Essere trafitti dalla vostra stessa comprensione d'amore,
E sanguinare condiscendenti e gioiosi.
Destarsi all'alba con cuore alato e rendere grazie per un altro giorno d'amore;
Riposare nell'ora del meriggio e meditare sull'estasi d'amore;
Grati, rincasare la sera;
E addormentarsi con una preghiera in cuore per l'amato e un canto di lode sulle labbra.

lunedì 20 ottobre 2008

tic tac


Non ti auguro un dono qualsiasi
Ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo per divertirti e per ridere.
Ti auguro tempo per il tuo Fare e il tuo Pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo non soltanto per trascorrerlo.
Ti auguro tempo perché te ne resti,
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle
E tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno ogni tua ora come dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere,
tempo per la vita.

domenica 28 settembre 2008

Ho imparato!!!!!!!!

Ho imparato...
che nessuno è perfetto.
Finché non ti innamori.

Ho imparato...
che le opportunità non vanno mai perse.
Quelle che lasci andare tu...
le prende qualcun altro.

Ho imparato...
che quando serbi rancore e amarezza la felicità va da
un'altra parte.

Ho imparato...
Che bisognerebbe sempre usare parole
buone...Perchè
domani forse si dovranno rimangiare.

Ho imparato...
che un sorriso
è un modo economico per migliorare il tuo aspetto.

Ho imparato...
che non posso scegliere come mi sento...
Ma posso sempre farci qualcosa.

Ho imparato...
che tutti vogliono vivere in cima
alla montagna...Ma tutta la felicità e la crescita avvengono mentre la
scali.

Ho imparato...
che bisogna godersi il viaggio
e non pensare solo alla meta.

Ho imparato...
che è meglio dare consigli solo in due
circostanze...
Quando sono richiesti e quando ne dipende la vita.

Ho imparato..
che meno tempo spreco...
più cose faccio.

Ho imparato... che la vita è dura...
MA IO DI PIU'!

sabato 20 settembre 2008

Prendere o lasciare

...dopo tutta la passione che ci è rimasta addosso
come faccio a sopportare ogni domani, domattina,
e come faccio adesso

dopo tutte le carezze che son rimaste sole
come faccioa sopportare un'altra mano
altri occhi un altro odore

dopo tutta la poesia che mi porta lontano
come faccio a sopportare un'altra donna al posto tuo
ancora mi fa strano

dopo tutto quei silenzi esasperati e stanchi
come faccio anon cercare in ogni storia un po di te
ed ecco che mi manchi

dopo tutte le promesse di rimanere amici
oggi so cosa fa male più di tutto più di te
le cose che non dici

dopo tutte le pazzie oggi mi sento solo
ma come posso allontanare l'illusione
che noi due riprenderemo il volo

e adesso parlo io
vorrei portarti al mare
per dirti tutte quelle cose che non ho saputo mai
dividere e capire

un anno se ne va, ancora qui ad urlare
ma come ho fatto a non capire che oramai non si può più
prendere o lasciare

giovedì 18 settembre 2008

Wucca - Gatti

Il Credo delle Streghe

Ascoltate ora le parole delle streghe,

i segreti che nella notte abbiamo nascosto,

quando lì era il sentiero del destino,

che ora ci porta nella luce al nostro posto.

Misteriosa acqua e misterioso fuoco,

la terra e l’aria in direzioni infinite,

che conosciamo nella loro segreta natura,

da essi bramiamo e prendiamo coraggio e quiete.

Il passare dell’inverno e della primavera,

la nascita e la rinascita di tutta la natura,

noi lo condividiamo con la vita universale,

gioiamo nel magico anello senza paura.



Quattro volte all'anno il grande sabb

ritorna, e le streghe sono viste allora

alla Vigilia di Maggio e all’antico Halloween,

danzando a Lammas e alla Candelora.

Quando giorno e notte sono uguali,

quando il sole è più alto e più basso all’orizzonte,

i quattro Sabba Minori sono celebrati

e di nuovo le streghe si ritrovano contente.

Tredici lune d’argento in un anno

per tredici volte alla Congrega si fa ritorno,

tredici volte all’Esbat siate felici,

per ciascun anno fiorente e un giorno.

Il potere era passato attraverso le ere,

ogni volta attraverso la donna e l’uomo tramandato,

ogni secolo all’altro secolo,

prima che il tempo fosse cominciato.

Quando il magico circolo è disegnato,

dalla spada o dall’athamè di potere,

la sua area tra due mondi giace

nella terra delle ombre per quelle ore.

Questo mondo non ha leggi che tu conosca,

e il mondo dell’Oltre nulla dirà,

i più antichi tra gli dei sono là invocati,

la Grande Opera magica si compirà.

Due sono le magiche colonne,

che alle porte del tempio sono erette,

e due i poteri della natura,

le forme e le forze divine e perfette.

Il buio e la luce in successione,

gli opposti ciascuno all’altro senza tormento,

svelati come un Dio e una Dea,

di questo i nostri avi facevano insegnamento.

Di notte è il selvaggio corridore del vento,

il Dio con le Corna, delle ombre signore,

di giorno Egli è il Re dei boschi,

delle verdi radure l’abitatore.

Lei è giovane o vecchia come le piace,

naviga nella sua barca le nuvole squarciate,

la splendente argentea signora della notte,

la vecchia rugosa che intesse nell’oscurità parole incantate.

Il Signore e la Signora della magia,

nel profondo della mente sembrano dimorare,

immortali e sempre rinnovati,

con il potere di liberare o legare.

Allora brindate con il buon vino degli antichi Dei,

e danzate e fate l’amore con la loro benedizione,

finché la bella terra di Elphane possa accoglierci,

in pace alla fine delle nostre ore.

E fai ciò che vuoi sia la sfida,

così nell’amore che non danneggia nessuno sia compiuto ogni atto,

perché questo è l’unico comandamento,

per la magia degli Antichi, così sia fatto!

Di otto parole la Regola delle Streghe per noi

se non danneggia nessuno fa ciò che vuoi!




Un Gatto in casa e' una gioia, una carezza nei momenti di sconforto, una giornaliera scoperta di un comportamento incomprensibile ed assurdo......un Gatto e' un mistero....il tuo Gatto e' il tuo mistero personale.

I gatti sono curiosi e complessi, addomesticati ma selvaggi, riservati, premurosi, affettuosi o lunatici. Ci appaiono misteriosi ed eleganti, giocherelloni e teneri, dolci micini o feroci cacciatori, compagni dell'uomo da millenni , spesso ispiratori di opere e di stile di vita, ma sempre fieri della propria indipendenza: sono creature superiori, meravigliose, eccezionali, specialmente i nostri.


Nei tempi passati, sorsero in alcuni paesi europei superstizioni di ogni genere relative ai gatti. Nel medioevo questi animali erano associati a ogni sorta di malefici e diavolerie, considerati indivisibili compagni di streghe e fattucchiere, sempre implicati in tutto ciò che sapeva di magia. I gatti neri, che erano ritenuti apportatori di sventura, venivano acciuffati e arsi vivi, talvolta unitamente a coloro che erano ritenuti sospetti di stregoneria. Ancor oggi, è radicata in molti la credenza secondo il cui vedersi attraversare la strada da un gatto nero costituisce segno di cattivo presagio.

Con la sola eccezione del Sud America, della Germania, e degli U.S.A., la figura del gatto nero viene paragonata, nel resto del mondo, come araldo di malasorte e presagio del lato oscuro della realtà.

L'Irlanda è una vera e propria miniera di miti e leggende sui gatti neri dandogli il ruolo di aiutante di taumaturghi, esempio eccellente Muezza, il gatto di Maometto, di cui parleremo nel prossimo capitolo.

I gatti celtici del mito irlandese sono semplici miniature del demone che avanza, venuti a distruggere il mondo umano ed ad oscurare la marea con il sangue del sacrificio.

Contrariamente alla precedente apocalittica visione c'era un tempo in cui i gatti erano venerati in Europa, prima della caccia alle streghe del Medioevo.

Il gatto nero, portatore di magia era rappresentante delle tenebre; ma grazie alla pelliccia che poteva anche assumere il bagliore luminoso del chiaro di luna poteva contare su una duplice identità. Inoltre il nero era un sottoprodotto del fuoco, che per gli antichi era una realtà positiva.Tutti questi aspetti erano, e sono ancora oggi, presenti nel gatto nero e sulle leggende che ne derivano.

Un grande legame esoterico dal punto di vista della mitologia e della religione ha sempre caratterizzato il rapporto tra uomo e gatto. Probabile è il fatto che il gatto prima di essere addomesticato sia stato adorato, infatti nell'antico Egitto era venerata una divinità femminile chiamata Bastet, avente corpo di donna e testa di gatto, simbolo della vita della fecondità e della maturità. In India invece troviamo la dea Sasti, una divinità felina simbolo di fertilità e maternità.

Nell' antico Egitto il gatto era ritenuto animale sacro e divino, infatti, alla loro morte venivano imbalsamati e sepolti con ogni onore. Attraverso l' Egitto il gatto giunse nei paesi arabi dove però l' animale eletto era il cavallo, ben presto però anche il nostro amico felino venne preso in simpatia e la sua fama ben presto eguagliò quella equina.

Un animale così leggendario deve conoscere verità che noi non saremo mai in grado di percepire, infatti, un detto africano dice che "Quello che ignori è più saggio di te"

Il periodo medievale non è stato buio solo per l' uomo ma anche per il gatto, nella mentalità popolare erano infatti considerati animali demoniaci, in quanto tali subirono infatti torture e sevizie



Un' antica leggenda di origine Polacca narra di una gatta che, disperata per la fine che avrebbero presto fatto i propri cuccioli, gettati al fiume dal proprio padrone, stava manifestando tutto il suo struggente dolore con pietosi e strazianti miagolii.

I Salici, presenti sulla sponda del fiume, impietositi dalla scena atroce, tesero i loro rami verso il fiume per permettere ai gattini di aggrapparsi, così facendo li salvarono dalla triste fine.

Da allora, ogni primavera i Salici non fioriscono ma, in ricordo di quanto accaduto, si ricoprono di una morbida infiorescenza lanuginosa e di colore bianco, simile al pelo dei gattini, tali infiorescenze vengono chiamate proprio "gattini".



Le mie passioni -Gothic Fairy Vampire-


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